Monday, February 18, 2008

Un orsetto entra nella mia tana...

Mai ma davvero mai averi creduto che l'incontro di quella sera potesse portare a questo.

Ero uscito di casa un pò svogliato, questo appuntamento non mi interessava troppo. Il
ragazzo ha un profilo carino ma forse io avevo altri pensieri per interessarmene. Aveva insistito per vederci ed io avevo accettato senza troppo entusiasmo. Anzi quasi un pò
intimorito, certo che non sarei piaciuto, con quella punta di amara soddifsfazione che mi fa dire, insomma anche da parte mia non c'è interesse.

Arrivato con qualche minuto di anticipo avevo parcheggiato ed ero sceso a fare due passi, una sera di inverno di una mitezza primaverile. Scruto l'ora e in quel momento mi squilla
il cell, l'amico non mi vedeva all'angolo fissato e si chiedeva dove fossi finito. Vedo la sua sagoma scura sullo sfondo della strada mentre attraversa. Mi si avvicina con un
sorriso ed io faccio del mio meglio. Lo guardo e vedo subito una fisionomia simpatica.
E' un giovane uomo con il piglio del ragazzino, ha una bella barba e uno sguardo diritto, e si muove con le mani in tasca, come se fosse imbarazzato. Uhmmm mi dico, o molto bene o
molto male. O è imbarazzato perchè gli piaccio o perchè non sa come scaricarmi in fretta.

Beh, fatte le presentazioni mi propone di fare un salto a casa sua, lì vicino. Ci
incamminiamo chiacchierando e io lo guardo, ha una età indefinibile, potrebbe essere un adolescente ma so che non è così.

Arriviamo a casa, un appartamento pulito e ordinato, mi invita ad accomodarmi sul divano in salotto e invece di sedersi accanto a me accosta una poltrona e mi si siede
proprio davanti. Ti voglio guardare mi dice, ed io mi stupisco. Lo sguardo è fermo e concentrato, non tradisce una emozione particolare e fissa dritto nei miei occhi, senza
allontanarsi. Che strano, mi dico. Che impressione mi fa, mi ricorda le persone in India, così dirette.
Parliamo del piu' e del meno, delle vite, professioni, conoscenze. E tiene fissi i suoi occhi su di me. Mi sentivo come un bicchiere vuoto che viene colmato da una brocca, il suo
sguardo che riempie i miei occhi.
Serata molto gradevole che passa veloce ed arriva quasi la mezzanotte, ora di rientrare. Ci si saluta e decide di accompagnarmi alla macchina per comprare le sigarette. La serata
è sempre tiepida, l'aria quasi profumata. Lo riacocmpagno a casa ma prima mi offre una sigaretta e fumiamo tranquilli.
Arrivati sotto casa lo lascio con un ultimo saluto, il proposito di rivedersi, e gli tendo la mano. La prende e io la tengo un pò di piu', e un pò di piu' e sento il calore della
sua mano, e lo guardo e sorrido e dico come se fosse una confessione "ma io ti averi abbracciato volentieri...". Con che sorriso bello mi risponde...

Si torna a casa sua, in silenzio,io con il cuore gonfio. Mi siedo sul divano e questo uomo mi vola tra le braccia. Un profuno di pulito, di talco, sul collo.
E' incredibile come soddisfa la semplice presenza, il calore, il sorriso di una persona, come se si fosse sempre e solo aspettato questo. C'è pure in me qualcosa che rifuta, tutto
questo che di buono accade e mi dice, ma come non l'hai mai avuto qualcuno che ti abbia voluto bene così, non è questo il tuo posto, non è per te, non te lo meriti, vattene da qui
tornatene nei posti per te, nei parchi, al disgusto...

E qualcosa quasi implora di no, di poter restare, che continui, che cambi la vita una volta alla fine, che si possa sentire un calore che calma e guarisce.
Gli propongo di venire a casa mia, che lo avrei riportato io la mattina dopo, ma lui mi invita a restare li. Andiamo a letto e, come mi sento? come da anni non mi sentivo...

La notte passa nel dormiveglia, un pò riposo e un pò sto sveglio, mi avvicino e lo trovo sempre li, con la mano pronta a cercarmi, il braccio ad abbracciarmi. Si riprende un pò, sorride, sotto le coperte si avvicina e mi bacia, smusa sulla mia spalla e si riassopisce. Qualcuno non aspetta una vita intera per avere questo....

La mattina esco presto, vado a far colazione dell'altro lato della strada e gli mando un messaggio, hai la colazione che ti aspetta...
Volo al lavoro e nel finestrino vedo la testa spettinata, la barba lunga, un pò di occhiaie ma il volto disteso, il sorriso sereno. E una specie di sisma nel petto. Arrivo in ufficio e sono contento, stanco, triste e pieno di gioia e non capisco niente. Colleghi mi guardano, sorrisi, silenzio.
Passa la giornata, arrivano e partono messaggi, viva la tecnologia...

In serata propongo una capatina veloce a casa sua, solo mezz'ora per un saluto veloce. Ma quando finisce al volo tra le mie braccia so che sarà un bel problema staccarsi. La mattina dopo.
Come passano queste prime giornate? Un pò trasognato, alla mia veneranda età, un pò preoccupato. Arriva venerdì sera e decide di venire a dormire a casa mia. Date tutte le istruzioni la trova senza troppa difficoltà. Io sempre imbarazzato per lo stato in cui vivo, sarei felice se ci fosse piu' ordine e pulizia ma le mie giornate sono piene piene.

Dorme da me, sotto le lenzuola di mia nonna.

La mattina si sveglia presto, facciamo un caffè e mi dice del mal di schiena, la rete non è adatta a lui. E sabato mattina mi aiuta a scegliare letto e rete nuova, all'ikea.

3 comments:

avb said...

Che grande dolcezza nel leggere questo tuo post...

Leggo quasi con dimentico stupore: allora è vero... non è solo la mia memoria ingannatrice... queste cose esistono davvero!

E anche per noi "della razza di chi rimane a terra" arriverà prima o poi il momento del balzo nelle mani del "divino amico che t'afferra"! :-)

Un super - super - super in bocca al lupo!!

Unknown said...

Ti meriti tutta la felicita' del mondo. Uomini come te sono rari. In bocca al lupo davvero!

Anonymous said...

E' probabilmente una delle cose più sentite che abbia letto negli ultimi anni.
Ti ho già fatto i complimenti altrove per come scrivi quello che scrivi...Ma non esito a rinnovare i complimenti dopo aver letto e versato qualche lacrimuccia di commozione.
Grazie per la condivisione!