Le scritture presentano tre livelli di problematicità, che possono essere ordinati dal piu' esterno al piu' interno:1. storico: come possiamo essere certi che il testo giunto sia il testo autentico?2. traduzione: come possiamo essere certi che la parola che traduce quella originaria sia quella precisa?3. ermeneutico: come possiamo essere certi che l'interpretazione del testo sia l'interpretazione corretta?4. morale: come possiamo essere certi che il contenuto morale della interpretazione accettata del testo sia il contenuto giusto?Non so neanche se sia legittimo distinguere gli utlimi tre che mi sembrano così intimamente interconnessi.Ogni livello problematico deriva dal precedente: prima di tutto ci viene dato un testo, poi ce ne viene offerta una interpretazione e quindi, alla luce di quella interpretazione, se ne deriva un orientamento
morale.In genere tutta questa gamma di problemi viene spazzata via dalla accettazione della autorità e garantita dalla offerta del sacrificio.Ma una autorità per essere accettata deve rispondere ad alcuni criteri. Legittimi, fondamento di una autorità giusta, ed illegittimi, fondamento di una tirannia.Il fondamento legittimo è l'amore che suscita.Il fondamento illegittimo è il terrore che incute.
Sunday, April 26, 2009
Sunday, April 19, 2009
Un amore impossibile
A che serve un amore impossibile? Vedere una persona e temere che si renda conto di cosa ti passa per il cuore, controllarsi per non lasciare lo sguardo indugiare dove tutto il resto di te vorrebbe, fosse solo una nuca.
Forse a me serve a ricordarmi una cosa. A ricordarmi cosa si prova ad amare. A guardare per un pò in una prospettiva alla quale, da troppo tempo, non mi rivolgevo. Vedere un mondo nuovo, pulito, sereno. Sentirsi un mondo nuovo. Un pò di quel mondo rimane con me anche quando la persona che amo in silenzio se n'è andata. Che sia qualcosa che attraverso di lui mi arriva? Non lui ma attraverso di lui? Come con i miei pensieri. Da dove vengono i miei pensieri? O sono pensieri per me che vengono da una qualche altra parte, da qualcosa di altro da me. Come una carezza.
Tieni il dolore come se fosse una cosa fragile e delicata. E sei anche grato perchè questo piccolo oggetto ti sussurra con la dolcezza di una voce che ami.
Forse a me serve a ricordarmi una cosa. A ricordarmi cosa si prova ad amare. A guardare per un pò in una prospettiva alla quale, da troppo tempo, non mi rivolgevo. Vedere un mondo nuovo, pulito, sereno. Sentirsi un mondo nuovo. Un pò di quel mondo rimane con me anche quando la persona che amo in silenzio se n'è andata. Che sia qualcosa che attraverso di lui mi arriva? Non lui ma attraverso di lui? Come con i miei pensieri. Da dove vengono i miei pensieri? O sono pensieri per me che vengono da una qualche altra parte, da qualcosa di altro da me. Come una carezza.
Tieni il dolore come se fosse una cosa fragile e delicata. E sei anche grato perchè questo piccolo oggetto ti sussurra con la dolcezza di una voce che ami.
Susan Boyle realizza un sogno
Stasera ha scaricato e guardato il video di Susan Boyle, la debuttante inglese che ha sorpreso tutti cantando in un modo fantastico ad una trasmissione tv. Strano dirlo ma mi è salita una certa tristezza, anche peggio. Sarà che fa una certa impressione vedere una persona di talento realizzare i propri sogni. Vorrei un pò protestare con Dio perchè non è stato così generoso di talenti con me. E i miei sogni ho l'impressione siano stati passati ripetutamente al macinacarne che faccio fatica a rappezzarli. In particolare il desiderio di avere accanto qualcuno. Si dice che non si può provare amore di sè se non attraverso l'amore di una altra persona. Sarà pure così. Penso che tutta la vita a volte mi appare condizionata da come mi sento in quell'istante preciso. Sto di merda? Beh, la vita acquista quella qualità, diciamo così. MA NON E' DETTO CHE LO DEBBA ESSERE NECESSARIAMENTE. Poi da un pezzo a questa parte ho comciato a pensare in termini di vita dopo la vita. Forse lo incontrerò dopo morto. Bene, un pò mi rassicura. Ma la vita stessa è ancora piena di sorprese e di SPERANZE e di possibilità. Anche quando chiudi la porta e in casa sei solo.
Friday, April 17, 2009
National Gallery

Alla National Gallery di Oslo compro un piccolo manifesto di un pittore sconosciuto. E' una immagine serena e bella di due amici che camminano verso .... ovunque.
Quando l'ho visto ho pensato... si, questo rappresenta bene cosa significa essere gay.
Halfdand Egedius, quadro dipinto a 16 anni. Ragazzo morto a 22 anni.
L'avrei dovuto capire subito.
Quando l'ho visto ho pensato... si, questo rappresenta bene cosa significa essere gay.
Halfdand Egedius, quadro dipinto a 16 anni. Ragazzo morto a 22 anni.
L'avrei dovuto capire subito.
Tuesday, April 14, 2009
di ritorno da Oslo
Appena sveglio, con il pigiama, mi rigiro per casa mezzo orso in gabbia, mezzo straniero in un posto che non è mio...
Ma è possibile? Si torna dalle vacanze e si ripiomba in una mente fatta di doveri, di casa di ordinare, panni da lavare, ricordi da cacciare...
Cazzo mi mancheranno le notti a chiacchierare piano piano, che ti senti a casa ovunque perchè non ti senti piu' solo...
Ma la vita è così! Sei nella merda fino al collo che temi di non rialzarti e poi qualcosa di indomabile in te si solleva, ride in faccia a tutti gli spettri che sperano di perseguitarti e li MANDA TUTTI A FANCULO!
Ma è possibile? Si torna dalle vacanze e si ripiomba in una mente fatta di doveri, di casa di ordinare, panni da lavare, ricordi da cacciare...
Cazzo mi mancheranno le notti a chiacchierare piano piano, che ti senti a casa ovunque perchè non ti senti piu' solo...
Ma la vita è così! Sei nella merda fino al collo che temi di non rialzarti e poi qualcosa di indomabile in te si solleva, ride in faccia a tutti gli spettri che sperano di perseguitarti e li MANDA TUTTI A FANCULO!
Thursday, February 12, 2009
Buone letture
Giusto per ricapitolare qualche nome e qualche opera...
Jordan Maxwell
Michael Tsarion
William Milton Cooper
Jello Biafra
Noam Chomsky
Naomi Klein
David Icke
Michael Parenti
Texe Marrs
Maurizio Blondet
Jordan Maxwell
Michael Tsarion
William Milton Cooper
Jello Biafra
Noam Chomsky
Naomi Klein
David Icke
Michael Parenti
Texe Marrs
Maurizio Blondet
Friday, January 23, 2009
Piccole amarezze, lezioni da imparare
Torno a casa tardi da tirocinio con un pò di amaro in bocca. E' successo un incidente che mi ha, diciamo, infastidito. Stacco dal turno e vado nello spogliatoio dove trovo un paio di colleghi che si stanno cambiando, alla fine della giornata di lavoro, per rientrare a casa. Tra questi ce n'è uno molto giovane che mi è subito piaciuto da quando l'ho incontrato la prima volta. Potrebbe essere mio figlio quindi non ho mai alimentato idee impossibili, ma è una persona in gamba, con cui parlo volentieri.
Questa sera, dopo il lavoro, ci ritroviamo per cenare insieme e gli chiedo se si aggrega. Mi dice che ha le prove del suo gruppo. "Ah ma suoni uno strumento?" gli faccio. E lui mi risponde "Si suono il clarinetto da dodici anni in un gruppo" E poi aggiunge con forza, quasi infastidito "te lo dico perchè intanto so che me l'avresti chiesto".
Abbasso la testa, dico "ah, ok" e me ne vado alle docce per nascondere la delusione. Mi sale dallo stomaco una tensione cupa e dura. Evidentemente me lo meritavo. Ho ingoiato dolori ben peggiori. Ma cazzo.. che delusione.
Questa sera, dopo il lavoro, ci ritroviamo per cenare insieme e gli chiedo se si aggrega. Mi dice che ha le prove del suo gruppo. "Ah ma suoni uno strumento?" gli faccio. E lui mi risponde "Si suono il clarinetto da dodici anni in un gruppo" E poi aggiunge con forza, quasi infastidito "te lo dico perchè intanto so che me l'avresti chiesto".
Abbasso la testa, dico "ah, ok" e me ne vado alle docce per nascondere la delusione. Mi sale dallo stomaco una tensione cupa e dura. Evidentemente me lo meritavo. Ho ingoiato dolori ben peggiori. Ma cazzo.. che delusione.
Wednesday, January 21, 2009
Non dualismo
Ogni uomo sperimenta un mondo esterno a sè, fatto di oggetti. Lui è il soggetto e tutto ciò che percepisce è l'oggetto della percezione.
Ma l'uomo sperimenta anche un mondo interno, fatto di oggetti (pensieri, emozioni, immagini, sensazioni).
Se quello è oggetto di percezione, dove sta il soggetto?
Ma l'uomo sperimenta anche un mondo interno, fatto di oggetti (pensieri, emozioni, immagini, sensazioni).
Se quello è oggetto di percezione, dove sta il soggetto?
Una vita nuova
Oggi, al secondo giorno di tirocinio, mi guardo indietro, a questi ultimi mesi, e rimago sorpreso. Quando cose possono cambiare in così poco tempo... Era gennaio dello scorso anno che frequentavo l'orsetto infermiere e non potevo fare a meno di confrontare la mia vita con la sua, il mio lavoro con il suo. Dire "la mia vita" è un pò esagerato perchè allora, di vita mia, non c'era rimasto quasi piu' nulla tanto vorace era l'impegno che il lavoro mi richiedeva. In ufficio dalla mattina alla sera, con un carico di responsabilità da dirigente, ritmi da galera e dirigenti da galera...ops! volevo dire dirigenti di cui proprio sentivo di non potermi fidare, che non ci avrebbero messo piu' di un minuto prima di cacciare me nei guai pur di guadagnare e di togliere se stessi dai problemi.
E invece il mio amico ha un lavoro che lo soddisfa, un ottimo stipendio, una migliore tutela sindacale e ... tanto tempo libero per vivere.
All'inzio è stato un pensiero paradossale e folle: mollo il lavoro e torno all'università, divento infermiere anche io. E poi l'idea, di giorno in giorno, diventava meno paraddossale e sempre piu' sensata. Cazzo! Me ne vado di qui!
L'imbarazzo dei colleghi e degli associati era palpabile. Ma come? C'hai una laurea e la butti così? Si ma a cosa mi serve una laurea che mi da un lavoro totalizzante, con le responsabilità di un dirigente, nessuna soddisfazione umana (a parte i miei associati) e uno stipendio da donna delle pulizie?
Ho passato luglio e agosto scorsi a studiare per prepararmi al test di ammissione e a settembre l'ho superato. Pregavo che ci fosse un posto per me e poi, scaricata la graduatoria di ammissione, faticavo a trovarmi. Perchè guardavo nel posto sbagliato, in fondo. Ero arrivato quarto. Quarto su 2200 persone. Primo dei candidati a infermieristica. Il posto per me c'era.
Me ne vado di qui.
(continua...)
E invece il mio amico ha un lavoro che lo soddisfa, un ottimo stipendio, una migliore tutela sindacale e ... tanto tempo libero per vivere.
All'inzio è stato un pensiero paradossale e folle: mollo il lavoro e torno all'università, divento infermiere anche io. E poi l'idea, di giorno in giorno, diventava meno paraddossale e sempre piu' sensata. Cazzo! Me ne vado di qui!
L'imbarazzo dei colleghi e degli associati era palpabile. Ma come? C'hai una laurea e la butti così? Si ma a cosa mi serve una laurea che mi da un lavoro totalizzante, con le responsabilità di un dirigente, nessuna soddisfazione umana (a parte i miei associati) e uno stipendio da donna delle pulizie?
Ho passato luglio e agosto scorsi a studiare per prepararmi al test di ammissione e a settembre l'ho superato. Pregavo che ci fosse un posto per me e poi, scaricata la graduatoria di ammissione, faticavo a trovarmi. Perchè guardavo nel posto sbagliato, in fondo. Ero arrivato quarto. Quarto su 2200 persone. Primo dei candidati a infermieristica. Il posto per me c'era.
Me ne vado di qui.
(continua...)
Sunday, January 18, 2009
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