Friday, January 23, 2009

Piccole amarezze, lezioni da imparare

Torno a casa tardi da tirocinio con un pò di amaro in bocca. E' successo un incidente che mi ha, diciamo, infastidito. Stacco dal turno e vado nello spogliatoio dove trovo un paio di colleghi che si stanno cambiando, alla fine della giornata di lavoro, per rientrare a casa. Tra questi ce n'è uno molto giovane che mi è subito piaciuto da quando l'ho incontrato la prima volta. Potrebbe essere mio figlio quindi non ho mai alimentato idee impossibili, ma è una persona in gamba, con cui parlo volentieri.

Questa sera, dopo il lavoro, ci ritroviamo per cenare insieme e gli chiedo se si aggrega. Mi dice che ha le prove del suo gruppo. "Ah ma suoni uno strumento?" gli faccio. E lui mi risponde "Si suono il clarinetto da dodici anni in un gruppo" E poi aggiunge con forza, quasi infastidito "te lo dico perchè intanto so che me l'avresti chiesto".

Abbasso la testa, dico "ah, ok" e me ne vado alle docce per nascondere la delusione. Mi sale dallo stomaco una tensione cupa e dura. Evidentemente me lo meritavo. Ho ingoiato dolori ben peggiori. Ma cazzo.. che delusione.

Wednesday, January 21, 2009

Ti amo

C'è qualcosa di piu' insensato e terrificante da dire? e di piu' necessario?

Non dualismo

Ogni uomo sperimenta un mondo esterno a sè, fatto di oggetti. Lui è il soggetto e tutto ciò che percepisce è l'oggetto della percezione.



Ma l'uomo sperimenta anche un mondo interno, fatto di oggetti (pensieri, emozioni, immagini, sensazioni).



Se quello è oggetto di percezione, dove sta il soggetto?

Una vita nuova

Oggi, al secondo giorno di tirocinio, mi guardo indietro, a questi ultimi mesi, e rimago sorpreso. Quando cose possono cambiare in così poco tempo... Era gennaio dello scorso anno che frequentavo l'orsetto infermiere e non potevo fare a meno di confrontare la mia vita con la sua, il mio lavoro con il suo. Dire "la mia vita" è un pò esagerato perchè allora, di vita mia, non c'era rimasto quasi piu' nulla tanto vorace era l'impegno che il lavoro mi richiedeva. In ufficio dalla mattina alla sera, con un carico di responsabilità da dirigente, ritmi da galera e dirigenti da galera...ops! volevo dire dirigenti di cui proprio sentivo di non potermi fidare, che non ci avrebbero messo piu' di un minuto prima di cacciare me nei guai pur di guadagnare e di togliere se stessi dai problemi.
E invece il mio amico ha un lavoro che lo soddisfa, un ottimo stipendio, una migliore tutela sindacale e ... tanto tempo libero per vivere.
All'inzio è stato un pensiero paradossale e folle: mollo il lavoro e torno all'università, divento infermiere anche io. E poi l'idea, di giorno in giorno, diventava meno paraddossale e sempre piu' sensata. Cazzo! Me ne vado di qui!

L'imbarazzo dei colleghi e degli associati era palpabile. Ma come? C'hai una laurea e la butti così? Si ma a cosa mi serve una laurea che mi da un lavoro totalizzante, con le responsabilità di un dirigente, nessuna soddisfazione umana (a parte i miei associati) e uno stipendio da donna delle pulizie?

Ho passato luglio e agosto scorsi a studiare per prepararmi al test di ammissione e a settembre l'ho superato. Pregavo che ci fosse un posto per me e poi, scaricata la graduatoria di ammissione, faticavo a trovarmi. Perchè guardavo nel posto sbagliato, in fondo. Ero arrivato quarto. Quarto su 2200 persone. Primo dei candidati a infermieristica. Il posto per me c'era.

Me ne vado di qui.

(continua...)

Sunday, January 18, 2009

Un corpo ideale




Non è curioso che una persona abbia uno specifico orientamento sessuale ma che poi, in quell'ambito, preferisca un determinato tipo fisico ed un ruolo specifico? Beh, oggi ho scoperto che Brent Corrigan è proprio molto vicino al mio ( e di tanti altri immagino) tipo fisico ideale...